Andrea Pergolari mi ha fatto il piacere e l'onore di inviarmi il suo libro "Gringo, prodezze, salvezze e amarezze di Nando Veneranda".

E' un libro bellissimo che consiglio vivamente a tutti i veri amanti del calcio. Si tratta, infatti di un volume che , oltre ad essere ottimamente documentato, è ben strutturato e riesce a mantenere una tensione narrativa degna non già di una biografia ma di un romanzo. Ma, in fondo, si tratta di un vero e proprio romanzo, quello di un uomo, Nando Veneranda, che ha accettato sfide improponibili per i mediocri ma allettanti per quegli spiriti caratteriali che fanno dell'impossibile la propria normalità.

Chi non afferra questo concetto riterrà forse inglorioso l'epilogo della carriera di Veneranda ma gli sportivi autentici, le persone che amano scavare in fondo alle ragioni altrui, non possono fare altro che ritenere uomini come "Gringo", a modo loro, il motore della storia o, meglio, delle mille microstorie che sono poi i tasselli di quel grande puzzle chiamato appunto storia. E poi, in ultima analisi, non dobbiamo mai dimenticare che se esistono i vincitori è anche per merito dei cosiddetti vinti, vinti che, però, andrebbero dimensionati anche in relazione ai mezzi a disposizione e non già solo in base a freddi e incolori dati statistici.

E' vero che da tifosi cagliaritani siamo solo sfiorati da questo affascinante racconto, ma è anche vero che ciò che Veneranda, nonostante tutto, pensa dell'ambiente sardo è quanto di più gratificante per chi intende il gioco del calcio come lo intendiamo noi.

 

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