IL PUNTO DI VISTA DEL TIFOSO

 

Cari fratelli rossoblu, ieri sera il Cagliari targato Maran si è congedato nel peggiore dei modi davanti a un pubblico inzuppato di acqua e palesemente deluso. La salvezza è stata raggiunta ma le aspettative dei tifosi erano quelle di un salto di qualità rispetto alle stagioni precedenti ed in questo senso direi che sono state palesemente tradite. Il Cagliari di Maran non si è discostato molto dal punto di vista sia degli uomini in campo che dei risultati da quello di Lopez (pur ammettendo che questo campionato è stato potenzialmente più impegnativo di quello dello scorso anno), pur avendo cambiato il sistema di gioco. Certo, non si può negare che un minimo di organizzazione di gioco sia stata data alla squadra e non si debbono valutare tutti gli infortuni che hanno influito sul rendimento della squadra ma i dati sono piuttosto impietosi.

Rispetto allo scorso campionato si è vinta una partita in meno (10 contro 11) ma è migliorato il dato di quelle perse (17 contro 21). Non considero i pareggi (+5 rispetto all’anno scorso) perché col sistema dei tre punti equivalgono più a una mezza sconfitta che altro. È migliorato di pochissimo il dato relativo ai gol segnati (36 contro 33), comunque una miseria, e un po’ di più quello dei gol subiti (54 contro 61) che restano sempre troppi.

Altro fatto interessante riguarda il cosiddetto rafforzamento di gennaio. Sono arrivati, tra prestiti, acquisti e rientri  8 giocatori e questo è il dato relativo alle loro presenze: Pellegrini 12, Birsa 11, Deiola 10, Cacciatore 7, Thereau 5, Despodov 4, Leverbe 0, Oliva 0. E qui mi pongo e vi pongo un interrogativo: se si è trattato di scelte condivise tra allenatore e società direi che si è trattato di un mezzo fallimento imputabile ad entrambi, se invece il mercato è stato fatto da Giulini e Carli allora vuol dire che qualcosa non va tra società e Maran perché, togliendo Deiola (che fa sempre parte del Cagliari di sempre), solo due su sette hanno avuto una discreta presenza in campo. Insomma, questo mercato è stato assolutamente ininfluente tanto è vero che ha portato solo un punto in più in classifica rispetto al girone di andata.

Moltissimi tifosi sono estremamente scontenti di Maran e di Giulini tanto da chiederne l’immediato allontanamento. Io la vedo un po’ diversamente. Di Maran non mi piace l’eccessiva prudenza, la scarsa spregiudicatezza, l’idea di giocare prima per non perdere o di affidarsi al rassicurante lancio lungo in molte circostanze, ma lo considero un tecnico serio e preparato legato però troppo alla mentalità dell’obiettivo salvezza. Per quanto riguarda Giulini, considero il fatto che troppe società sono fallite o stanno per farlo e che quindi avere un presidente che perlomeno ti garantisce una stabilità economica e una permanenza nella categoria non è un fatto da poco. Rimane il fatto che, Cragno e Pavoletti a parte, ha sbagliato molto sulle scelte di mercato ed ha inoltre la pessima abitudine di fissare degli obiettivi che vengono regolarmente disattesi. Per certi versi mi fa rimpiangere la competenza di Cellino ma io sono abituato a vivere di presente e di futuro e non del passato. Come ho detto più volte ci sono moltissime cose da cambiare in questa squadra, primo fra tutti il modo di interpretare il mercato. Si è dimostrato come affidarsi a giocatori svincolati ed attempati non porta frutti e quindi è il caso di invertire la tendenza puntando su giovani che possano restituire vigore e motivazioni ad una squadra in stand by ed inoltre gli acquisti devono essere mirati, ovvero ruolo per ruolo scegliere il o i giocatori più adatti. Io credo che almeno 7/8 giocatori dovranno lasciare il Cagliari perché altrimenti saremo condannati a rivedere lo stesso film anche l’anno prossimo. Abbiamo degli ottimi elementi in giro per l’Italia (Pajac, Ragatzu, Caligara, Colombatto, Han) che già possono ridare linfa a questo gruppo ai quali andrebbero aggiunti tre o quattro acquisti di qualità (due terzini dinamici, un centrocampista agile e tecnico, una seconda punta più fantasiosa e concreta rispetto a Joao Pedro ed un’altra punta (penso a un tipo come Antenucci, per intenderci) che sappia incidere sul risultato in partita in corso. Maran che, a differenza di Mihailovich nel Bologna, non ha fatto fare il salto di qualità alla squadra è stato riconfermato. Su questa scelta non voglio né posso dire nulla, sta di fatto che ora sul mister grava l’enorme responsabilità di migliorare nettamente le prestazioni della sua squadra e la qualità del gioco. In questo senso, da tifoso del Cagliari, gli faccio un grosso in bocca al lupo anche se, nel farlo, non posso scrollarmi di dosso quella dose di scetticismo per quanto detto fino ad ora. Da domani inizierà il tormentone Cragno-Barella ma di questo avremo modo di riparlare. Comunque, siamo ancora in serie A e almeno di questo fatto rallegriamocene.        


   
        
 
Emidio D’Amato

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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