IL PUNTO DI VISTA DEL TIFOSO

 

Il mio punto di vista su Cagliari-Atalanta. Cari fratelli rossoblu, festa doveva essere e festa è stata. Come abbiamo detto e ripetuto in queste ultime settimane, la salvezza era vitale per noi ed è stato bello vedere che tutte le componenti, pubblico, dirigenza, staff tecnico e squadra si sono compattati e concentrati per perseguire questo obiettivo. Ora è inutile fare gli ipocriti: io personalmente, dopo la partitaccia contro la Sampdoria, avrei esonerato Lopez perché onestamente mi ero convinto che la squadra stesse peggiorando di gara in gara e non ho preso molto bene la decisione del DS Carli di confermare il mister, ma alla fine ha avuto ragione lui e gliene rendo merito. Per la verità, la partita contro la Roma mi aveva restituito un po’ di fiducia perché avevo visto finalmente una squadra meno difensivista e più creativa sul fronte offensivo, ma mai mi sarei immaginato che avremmo finito il campionato a quota 39 e ne sono felice, veramente felice. Ieri la nostra squadra, sul piano tecnico, non ha giocato una grande partita e la differenza di qualità tra il nostro gioco e quello atalantino si è vista tutta per lunghi tratti di gara, però l’intensità di gioco, l’impegno individuale non è mai mancato ed alla fine tutto questo è stato premiato con il bellissimo gol di Ceppitelli che sembra aver ritrovato la verve realizzativa dei tempi del Bari. È stato un bene finire con una vittoria (che peraltro poteva essere compromessa da un rigore che non avevo mai visto assegnare da quando seguo il calcio) perché non è mai bello beneficiarsi di disgrazie altrui. Certo, il risultato di Napoli ha reso meno drammatica la gara, ma nel calcio moderno nulla è scontato (vedi Lazio-Inter) e quindi fino al novantesimo è stato giusto mantenere la tensione adeguata. Diciamo che ci eravamo scavati la fossa da soli ma siamo stati bravi ad uscirne. Ora, sinceramente, sono troppo contento di questo esito per mettermi a parlare di bilanci o di prospettive future anche perché di questo deve occuparsene la dirigenza però vorrei sottolineare come questa squadra, pur incappata in una stagione negativa, non è tutta da buttare. Ieri per esempio ho apprezzato la robusta prestazione di Cragno, Pisacane, Ceppitelli, Lykogiannis, Ionita e Farias, oltre  alle ormai consolidate sicurezze di Faragò, Barella e Padoin. Su quest’ultimo vanno spese solo parole di elogio perché, oltre ad essere il giocatore che ha disputato più partite da titolare in tutta la serie A, ha dato un grande contributo alla nostra causa, in particolare nella partita di Firenze, ma comunque non si è mai tirato indietro giocando nei più svariati ruoli. Anche di Pavoletti, con i suoi 11 gol, si può dire che la stagione (dopo quasi un anno di inattività) sia stata positiva. Ecco, l’aver ritrovato alcuni giocatori che si erano smarriti oltre alla conferma di alcune certezze mi fa pensare che si possono porre delle buone basi per il prossimo campionato perché il pubblico di ieri e di sempre, i tifosi presenti a Firenze e in tutte le trasferte e in generale tutti i cuori rossoblu meritano molto ma molto di più.  
      
 
            
Emidio D’Amato

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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