IL PUNTO DI VISTA DEL TIFOSO

 

Cari fratelli rossoblu,  la partita di domenica scorsa ci aveva regalato delle sensazioni positive e quindi è con estrema fiducia che ci siamo seduti davanti al televisore, certi di assistere ad una gara altrettanto bella e divertente. Ahimé, dopo un quarto d'ora ci siamo dovuti ricredere avendo visto riapparire lo spettro dell'ennesima goleada. L'analisi di questa partita è abbastanza semplice: da un punto di vista tattico abbiamo giocato con una squadra spaccata in due (praticamente senza centrocampo) contro un Sassuolo che ha proprio nella circolazione di palla il suo punto forte. Dal punto di vista del rendimento individuale dobbiamo constatare che, tranne in Pisacane, Isla, Sau e Borriello, nel resto della squadra è mancato impegno e concentrazione. Io non sono un tecnico ma devo confessarvi che quando ho visto schierare un centrocampo a due con Padoin (che ha dimostrato ancora una volta di non avere il passo da serie A) e un Panagiulis (che ha disputato una partita assolutamente disastrosa), già avevo avuto la premonizione che l' incontro sarebbe stato molto difficile. Se a questo poi si aggiunge la giornata no di Rafael, Farias e Joao Pedro (c'è stata qualche festa sabato in Brasile?), i giochi sono belli che fatti. Poi il calcio si sa è fatto anche di episodi e se al Sassuolo togliessimo la frittata di Rafael e il rigore inesistente, mentre al Cagliari aggiungessimo la traversa di Pisacane, il salvataggio sulla linea sulla capocciata di Alves e il rigore dubbio su Faragò (quanti ne abbiamo visti assegnati nelle stesse condizioni?) allora oggi forse staremmo a parlare di un'altra partita. Ma non è a questo che possiamo appigliarci perché, e qui concludo l'argomento partita, nel finale di gara mi sono molto vergognato della nostra squadra vedendo che gli avversari che quasi si prendevano gioco dei nostri colori. La questione più generale che invece vorrei porre è la seguente: molte squadre minori (penso all'Atalanta e al Sassuolo, per esempio) hanno fatto dell'impiego costante e della valorizzazione dei giovani il proprio punto di forza. Quindi mi chiedo (e mi piacerebbe chiedere a Rastelli): non sarebbe stato più logico schierare gente come Ionita, Faragò, Biancu, Miangue e Han in partite non più decisive in modo da comprenderne anche le potenzialità? I ragazzi sarebbero stati certamente più motivati ed avrebbero offerto la possibilità di tracciare con più oculatezza l'organigramma per il prossimo campionato. O forse pensiamo di giocare ancora con Padoin e Tachtsidis e far disputare 36 partite ad un prossimo trentaseienne come Bruno Alves? In quest'ottica ci sarebbe anche la carta Totti da giocarci sul mercato! Se ci pensate bene nell'arco di questo campionato i soli due giovani che hanno giocato con continuità sono Murru e Barella. Troppo poco, dico io, per disegnare un futuro. Vabbé. Il campionato comunque è finito e vedremo quello che succederà. Mi aspetto però che nell'ultima partita di campionato tutti i giocatori in campo (e a questo punto, viste le assenze di Alves, Isla e Sau, qualche giovane in più dovremmo vederlo) diano il massimo per onorare la maglia e per tentare di almeno attenuare con una vittoria di prestigio le tante figuracce che, mai come nella storia precedente, abbiamo rimediato in questo campionato.  
Emidio D'Amato 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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