IL PUNTO DI VISTA DEL TIFOSO

 

Il mio punto di vista su Cagliari-MIlan. Cari fratelli rossoblu, ancora una volta la partita casalinga ci ha regalato un punto ma questo punto conquistato ieri sera secondo me è prezioso e dobbiamo tenercelo stretto.
Le ragioni di questa mia affermazione sono diverse: innanzitutto abbiamo finalmente assistito ad un approccio alla gara adeguato, abbiamo visto per venti minuti un Cagliari quasi stellare che ha saputo colpire e quasi mettere KO una squadra probabilmente impreparata a reggere una tale forza d’urto. In questi minuti abbiamo visto pressing alto, palleggio, intelligenza tattica, varietà di soluzioni per arrivare alla porta avversaria e soprattutto tanta, tanta qualità. Un nome fra tutti Barella, ovviamente, ma vogliamo parlare dello splendido lancio di Srna? Della bomba di Pavoletti che ha propiziato il gol di Joao Pedro? Questo, tanto per fare un esempio. In questa fase di gioco la fortuna non è stata dalla nostra perché se, come lo stesso Gattuso ha ammesso con grande onestà, il palo non avesse impedito a Barella di portarci sul 2-0, molto probabilmente avremmo conquistato l’intera posta.
Poi, come è nelle cose, il Milan, riavutosi dallo shock, ha cominciato a giocare e lì, anche per un fisiologico calo di energie da parte nostra, abbiamo cominciato a patire sulla fascia di competenza di Padoin le giocate di due campioni come Suso e Kessie. Abbiamo comunque portato il vantaggio negli spogliatoi.
Il pareggio del Milan, obiettivamente, meritato, è arrivato comunque per un nostro errore tecnico che ha visto come protagonisti Padoin, colpevole di un passaggio troppo leggibile, e Klavan che non si aspettava una tale situazione e ha lasciato via libera ad Higuain. Nessuna responsabilità, secondo me, è da imputare all’ottimo Cragno in quanto il Pipita aveva tante soluzioni che qualunque scelta avesse fatto il portiere sarebbe stata vana.
In ogni caso, una volta subito il gol del pareggio, il Cagliari non ha perso la testa ed ha moltiplicato le forze per cercare di portare a casa un risultato positivo. Da notare come lo schema della nostra squadra sia passato da un 4-3-1-2 ad un 4-4-1-1 per finire con un 5-3-1-1 con l’arretramento di Bradaric sulla linea dei difensori centrali, a dimostrazione di come Maran sappia leggere le partite.
Purtroppo, come tutti hanno notato (almeno a leggere i vari commenti sui social), nella fase finale si è evidenziato il nostro tallone d’Achille, ovvero la mancanza di una seconda punta rapida ed incisiva che potesse approfittare delle spizzate di Pavoletti nel momento in cui il Milan si sbilanciava in avanti. Spiace dirlo ma un’ulteriore bocciatura di Farias e di Sau mi pare inevitabile.
In conclusione, la partita di ieri sera ci ha detto tante cose: ci ha detto che la squadra è in costante crescita, ci ha detto che abbiamo dei giocatori di altissima qualità (le prestazioni di Cragno,  Romagna, Klavan, Barella, Bradaric e Pavoletti sono state ben al di sopra della sufficienza, quelle degli altri, a parte Padoin che ha l’alibi di non essere stato adeguatamente supportato dai rientri di Farias e dello stesso Farias, oltre la sufficienza, ci ha detto che abbiamo ritrovato un giocatore molto importante, Joao Pedro che impiegato solo 4 minuti per far capire a tutti che è tornato ci ha detto che la nostra squadra ha acquisito un grande rispetto sia da parte degli avversari che da parte degli opinionisti i quali si sono ben guardati dall’esporsi con pronostici favorevoli al Milan,. Insomma, spero che l’era delle imbarcate sia definitivamente tramontata. Ora guardiamo alle prossime tre partite, contro Parma, Sampdoria e Inter con curiosità ma anche con fiducia perché, ripeto, la crescita è evidente e costante e comunque tale da non farci temere nessun avversario. Per il momento è necessario conquistare punti per collocarci subito in una posizione di tranquillità.   Se poi Maran riuscirà a risolvere il problema della seconda punta (per il quale temo che dovremo aspettare gennaio), allora penso che i margini di miglioramento potranno essere molti.     
            
Emidio D’Amato

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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